C'era una volta il Motor Show di Bologna, storia, successo e declino

C’era una volta il Motor Show di Bologna, storia, successo e declino

Il Motor Show di Bologna è sempre stato uno degli eventi più amati da tutti gli appassionati del mondo dei motori in generale. La sua storia parte da molto lontano, ma vive un momento non particolarmente positivo. Tanto che l’iniziativa è stata spostata in un’altra città per fare in modo che non sparisca in maniera definitiva. Ad ogni modo, scopriamo insieme le origini, il successo, il declino e la probabile rinascita di una fiera automobilistica che continua a mantenere il suo fascino intatto.

Le origini e i primi dieci anni del Motor Show di Bologna

In un’epoca dominata dal Salone di Ginevra e da quello di Torino, considerato il più rilevante a livello nazionale, nel 1976 il bolognese Mario Zodiaco ragiona sull’ipotesi di regalare un nuovo evento automobilistico alla sua città. Il trentenne appassionato di motori crea un nuovo salone basato sulla ricerca dello spettacolo e sulla chance di ammirare grandi campioni da vicino. Improntato fin da subito per un pubblico giovane e anche femminile, il moderno Motor Show nasce nella Fiera di Bologna e unisce la presentazione delle vetture a vere e proprie esibizioni e duelli tra fuoriclasse. La prima edizione vede protagonisti campioni del calibro di Niki Lauda, Giacomo Agostini e James Hunt, anche se le case automobilistiche non tengono in seria considerazione l’iniziativa, così come neanche la stampa. Dalle sfide tra meccanici e l’apparizione delle vetture di Formula 1, ad appassionarsi sono prima i tifosi e poi tutti gli altri. Le cose cambiano negli anni successivi. Per esempio, il 1979 è l’anno della presenza dei ferraristi Gilles Villeneuve e Jody Scheckter, davanti ad una folla in delirio. Nel 1981, l’imprenditore bolognese Alfredo Cazzola assume il controllo dell’evento e continua a farlo crescere, con gli spettatori che superano quelli del Salone di Torino. La Fiat presenza la sua nuova Croma e spinge le altre aziende di settore a mostrare a loro volta i loro modelli in Emilia. L’evoluzione appare inarrestabile e culmina nel 1985 con la creazione del Memorial Bettega, che vede come protagonisti i fenomeni del rally.

La fase di massimo splendore di un evento diventato mondiale

Col passare degli anni, il Motor Show diventa sempre più un appuntamento irrinunciabile per tutti gli sportivi. Altre competizioni vengono aggiunte progressivamente al Bettega e vedono come protagoniste le vetture della Formula 3 e del mondiale Superturismo. Straordinario è l’evento pit stop Ferrari, con la monoposto di Maranello che sfreccia davanti a migliaia di fan esultanti. Divertente il campo da tennis realizzato dalla Peugeot, così come piace molto il mini golf del marchio svedese Volvo. Dalla Lancia alla Porsche, dalle Gilera a persino la Batmobile, nuove automobili fanno capolino anno dopo anno. Gli anni novanta sono caratterizzati dalla presenza di Ayrton Senna e dal conseguente ricordo dopo la trafica morte. Di seguito, ecco Michael Schumacher, Mika Hakkinen, Eddie Irvine, Jacques Villeneuve e numerosi campioni delle due ruote con o senza motore, tra i quali Max Biaggi, Loris Capirossi, Valentino Rossi, Marco Pantani e Gianni Bugno. Le anteprime mondiali aumentano in misura esponenziale, l’iniziativa diventa sempre più globale. Ci sono persino le Mercedes e le Rover. Il Motor Show diventa così enorme da costringere il Salone di Torino alla chiusura definitiva.

Dal declino agli ultimi annullamenti

Dopo oltre tre decenni di autentico splendore, il Motor Show di Bologna inizia ad avere a che fare con una terribile crisi economica. I costruttori abbandonano progressivamente l’evento, gli spettatori diminuiscono a poco a poco, la decadenza si fa preoccupante. Nel 2013, l’evento non si tiene per la prima volta dopo 37 edizioni consecutive. Dopo la ricomparsa nel 2014, l’anno successivo è ancora una volta di stop assoluto. Quindi, l’azienda Bologna Fiera SpA tenta un ultimo colpo di reni e acquisisce i diritti dell’evento con lo scopo di rilanciarlo. Le edizioni 2016 e 2017 non riescono a tornare ai fasti di un tempo. Il Motor Show sembra essere diventato un qualcosa di anacronistico e poco attraente, non in grado di resistere al passare degli anni. L’edizione 2018 viene prima annunciata in una versione ridotta dalla durata di soli cinque giorni, anziché la settimana abbondante delle altre stagioni. Quindi, lo scorso 25 settembre, l’annuncio di un ultimo tentativo di rinascita.

La possibile rinascita grazie a Motor Show Festival Terra dei Motori a Modena

In pratica, il caro e vecchio Motor Show di Bologna chiude definitivamente i battenti. Nel mese di maggio 2019, sarà sostituito dal Motor Show Festival Terra dei Motori a Modena. Tutto ciò anche per motivi logistici, dato che i vecchi impianti non erano pronti ad ospitare le varie presentazioni. I nuovi organizzatori avevano già progettato un nuovo Memorial Bettega con ospiti prestigiosi, ma ogni discorso è stato spostato nel quartiere fieristico di Modena. Quest’ultimo ha dimensioni inferiori rispetto all’area bolognese e non possiede alcuna zona esterna. Ampio risalto sarà attribuito ai musei dedicati a Ferrari, Pagani e Lamborghini, ma non ci sarà la tanto amata competizione all’aperto. Il direttore del Motor Show Rino Drogo non vuole però mettere una parola fine alla possibilità di riprodurre l’appuntamento a Bologna. Al tempo stesso, in un’epoca di crisi generale con le aziende automobilistiche che fanno fatica a trasferire i loro modelli nei vari saloni, i tempi sembrano davvero molto duri.